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• 15 x 21 cm
• 304 pagine a colori
• Copertina morbida
• Ita/Eng
• AIAP edizioni

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— abstract

Da sempre l'uomo ha cercato di costruire un proprio orientamento all'interno del mondo che abita. La complessità della realtà e l'immensa quantità di stimoli a cui siamo sottoposti richiede una costante selezione di informazioni ritenute utili: la costruzione dell'orientamento è dunque un'attività principalmente eliminativa. Questa operazione di framing della complessità è stata veicolata nel tempo dal linguaggio lineare (sottoforma di narrazioni e miti), da sistemi di classificazione (prevalentemente di tipo tassonomico), da rappresentazioni grafiche (atlanti, guide e mappe).

Nel corso degli ultimi decenni questi modelli sono entrati in crisi: il crollo delle grandi narrazioni preclude la costruzione di un immaginario collettivo condiviso, i sistemi di classificazione dinamica rendono obsoleti i modelli tassonomici, gli atlanti e le guide stanno lasciando il posto a sistemi di navigazione on demand. La crisi dell'orientamento nasce dalla complessità delle correlazioni tra numerose emergenze diverse, il cui effetto più visibile è una complessiva tendenza alla frammentazione, alla individualizzazione, alla selezione, alla separazione, alla monetarizzazione del contesto sociale e ambientale. I paradigmi di orientamento diventano circoscritti, limitati, incapaci di costruire visioni ampie e condivise.

L'accelerazione progressiva dei fenomeni limita la capacità di produrre orientamento dall'esperienza vissuta e accresce la necessità di informazioni e indicazioni provenienti dall'esterno.

In questo scenario diventa cruciale ripensare al disorientamento come un'esperienza che possa essere una fonte di rinnovamento per nuove pratiche d'orientamento. La crisi dell'orientamento viene affrontata all'interno di Krisis privilegiando un punto di vista multidisciplinare, ma sempre incentrato nella figura del "designer" (sia esso designer della comunicazione, designer di infografica, fotografo, illustratore, saggista, critico d'arte, etc.).

La complessità dell'argomento viene invece preservata ricercando nei contributi che compongono la rivista la stessa eterogeneità che rende l'orientamento un tema così poliedrico. All'interno di questo delicato scenario Krisis | Orientation si propone di tracciare possibili traiettorie e percorsi, senza presentarsi come una guida ed evitando di fornire uno schema interpretativo univoco.

— contributi

Art is Open Source, Ruedi Baur, Bavo, Cantiere per Pratiche Non Affermative, Piera Chiuppani, DetroitUrbex, Hal Foster, Foundland, René König, Letra, Silvio Lorusso and Sebastian Schmieg, Enrico Manera, Michele Metelli, Yana Milev, Filippo Minelli, Sosaku Myiazaki, Bruno 9li, Serena Osti, Merijn Oudenampsen, Paolo Patelli, Daniela Piscitelli, Marco Quaggiotto, Wolfgang Scheppe, Pavel Maria Smejkal, Société Réaliste, Utilità Manifesta, Müge Yilmaz, Evert Ypma.

— colophon

Krisis Magazine è un progetto a cura di Unità di Crisi

Direzione editoriale/ Francesco D'Abbraccio, Vincenzo D'Abbraccio, Andrea Facchetti, Francesco Greguol, Christian Jugovac.

Copy Editing/ Marco Bazzani

Traduzioni/ Marco Bazzani, Francesca Piazza

— contatti

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